Tributario

Debutta la comunicazione all’ENEA per gli interventi di recupero edilizio

Ieri, 21 novembre 2018, l’ENEA ha messo on line il tanto atteso sito attraverso il quale sarà possibile trasmettere i dati relativi agli interventi di recupero edilizio (che permettono di fruire della detrazione IRPEF del 50% ex art. 16-bis del TUIR) che determinano un risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili di energia. Si tratta di interventi diversi da quelli volti alla riqualificazione energetica che consentono di beneficiare della detrazione IRPEF/IRES del 65-50% ai sensi dei commi 347-349 dell’art. 1 della L. 296/2006 e successive integrazioni (per un approfondimento si veda l’apposita Monografia on line).

Il nuovo sito, http://ristrutturazioni2018.enea.it, attivo da ieri, deve essere utilizzato per trasmettere telematicamente all’ENEA i dati degli interventi ultimati nell’anno 2018.
Si ricorda che il nuovo adempimento è previsto dal comma 2-bis dell’art. 16 del DL 63/2013 (inserito dall’art. 1 comma 3 lett. b) n. 4) della L. 205/2017) che dispone quanto segue: “al fine di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della realizzazione degli interventi di cui al presente articolo, in analogia a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, sono trasmesse per via telematica all’ENEA le informazioni sugli interventi effettuati. L’ENEA elabora le informazioni pervenute e trasmette una relazione sui risultati degli interventi al Ministero dello sviluppo economico, al Ministero dell’economia e delle finanze, alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, nell’ambito delle rispettive competenze territoriali”.

Considerato che il suo fine è quello di “effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della realizzazione degli interventi”, la comunicazione all’ENEA deve essere inviata soltanto per gli interventi di recupero che sono anche volti al risparmio energetico e non per tutti gli interventi di recupero di cui all’art. 16-bis del TUIR (si veda “Comunicazione all’ENEA non per tutti gli interventi di recupero edilizio” del 1° febbraio 2018).

La comunicazione deve essere trasmessa per i seguenti interventi:
– infissi: riduzione della trasmittanza dei serramenti comprensivi di infissi delimitanti gli ambienti riscaldati con l’esterno e i vani freddi;
– strutture edilizie (interventi di coibentazioni delle strutture opache): riduzione della trasmittanza delle strutture opache verticali (pareti esterne) ovvero che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno, dai vani freddi e dal terreno; riduzione della trasmittanza delle strutture opache orizzontali e inclinate (coperture) che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno e dai vani freddi; riduzione della trasmittanza termica dei pavimenti delimitanti gli ambienti riscaldati con l’esterno, i vani freddi e il terreno;

– installazione o sostituzione di impianti tecnologici: installazione di collettori solari (solare termico) per produzione di acqua calda sanitaria e/o riscaldamento ambienti; sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione per riscaldamento ambienti (con o senza produzione di acqua calda sanitaria) o per la sola produzione di acqua calda per una pluralità di utenze ed eventuale adeguamento dell’impianto; sostituzione di generatori di calore con generatori di calore ad aria a condensazione ed eventuale adeguamento dell’impianto; pompe di calore per climatizzazione degli ambienti ed eventuale adeguamento dell’impianto; sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore) ed eventuale adeguamento dell’impianto; microcogeneratori (Pe < 50kWe); scaldacqua a pompa di calore; generatori di calore a biomassa; sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze; installazione di sistemi di termoregolazione e building automation; impianti fotovoltaici;

– elettrodomestici (solo se collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato a decorrere dal 1° gennaio 2017 al fine di fruire del c.d. “bonus mobili”): forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici. Tali elettrodomestici per beneficiare del c.d. “bonus mobili” devono essere di classe non inferiore alla A+ (A per i forni).

Comunicazione anche per gli elettrodomestici

Per gli interventi che si sono conclusi dal 1° gennaio 2018 al 21 novembre 2018 (compreso) la comunicazione all’ENEA deve essere effettuata entro il 19 febbraio 2019. Per tutti gli altri interventi che terminano dal 22 novembre 2018 l’invio deve avvenire entro 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo.

Prestazioni occasionali, le nuove estensioni dalla L. 96/2018

Tra le novità introdotte dalla legge n. 96/2018, di conversione del D.L. n. 87/2018, si trovano anche quelle riguardanti le prestazioni occasionali, contenute all’interno dell’art. 2-bis. Lo scopo è un’estensione dello strumento soprattutto nel settore del turismo e dell’agricoltura.
Infatti, solamente per le aziende alberghiere e per le strutture ricettive che operano nell’ambito del turismo, il limite del numero di lavoratori che devono essere già occupati a tempo indeterminato presenti nell’azienda non deve più essere considerato di 5 unità, ma viene alzato a 8, a condizione però che le prestazioni vengano svolte da pensionati, disoccupati, giovani studenti di età inferiore a 25 anni o percettori di prestazioni integrative del salario. Per beneficiare delle prestazioni occasionali, viene inoltre sottolineato che tali categorie devono presentare un’autocertificazione riportante la loro specifica condizione (vale a dire l’appartenenza a una delle categorie sopra citate), nel momento in cui effettuano la registrazione sulla piattaforma. In aggiunta, devono autocertificare di non essere stati iscritti negli elenchi dei lavoratori agricoli, nel corso dell’anno precedente a quello in cui devono effettuare la prestazione.
Il periodo durante il quale può essere effettuata la comunicazione preventiva per le aziende agricole viene aumentato a 10 giorni e, come spiegato sopra, prevede tale estensione anche per le aziende alberghiere e le strutture ricettive che operano nel settore del turismo.
Un’ulteriore novità introdotta riguarda le informazioni contenute all’interno della comunicazione: solo per gli imprenditori di tali settori non sarà più necessario indicare nel dettaglio la data e l’ora di inizio e di fine di ciascuna prestazione, ma sarà sufficiente indicare la data di inizio e il monte ore complessivo presunto, in riferimento a un arco temporale non superiore ai 10 giorni.
Tra le novità inserite vi è anche la possibilità di appoggiarsi a un intermediario abilitato per effettuare i versamenti relativi all’utilizzo delle prestazioni occasionali sul sito dell’INPS.
A tutela dell’imprenditore agricolo, la legge di conversione (c. 20, art. 54-bis) modifica anche alcuni aspetti sanzionatori: viene infatti esclusa la sanzione per l’imprenditore che impiega soggetti che risultano, di fatto, iscritti agli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli, solo nel caso in cui questa informazione sia dichiarata dal lavoratore stesso tramite autocertificazione incompleta o non veritiera.

QR Code (e delega) pane quotidiano per la fattura elettronica

Dal 1.01.2019, QR Code sempre a portata di mano. Con l’avvento della fatturazione elettronica obbligatoria tra privati (B2B e B2C) il QR-code diventa infatti il nuovo biglietto da visita delle aziende e dei professionisti, da custodire ed esibire al momento della richiesta della fattura ai propri fornitori. Il nuovo database dei dati personali fiscalmente rilevanti, codici identificativi ai fini della ricezione delle fatture elettroniche compresi, potrà essere custodito e conservato sia in formato digitale che analogico.
Il ruolo del nuovo codice nell’era della fatturazione elettronica è stato messo in risalto dai vertici dell’Agenzia delle Entrate nel corso del recente forum organizzato a Roma, al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. In quella sede si è infatti ricordato come la principale funzione del QR-Code consista proprio nell’agevolare la predisposizione e l’invio delle fatture elettroniche tramite il sistema di interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.
Nella sostanza si tratta di un vero e proprio codice a barre bidimensionale, da mostrare al proprio fornitore attraverso lo smartphone, il tablet o sulla carta. Poiché all’interno del codice Qr sono contenute le informazioni fiscali rilevanti, il fornitore, al momento della predisposizione della fattura, potrà acquisire in automatico i dati del cliente – compreso l’indirizzo prescelto per il recapito delle fatture elettroniche – in modo veloce e senza il rischio di commettere errori che potrebbero creare problemi nella fase di invio e ricezione della fattura elettronica stessa.
Per la generazione del proprio QR-Code, è sufficiente accedere al portale “Fatture e Corrispettivi” o collegarsi al proprio cassetto fiscale. Il codice, che può essere generato anche da un intermediario, su delega del contribuente, può essere salvato in formato pdf e successivamente stampato o memorizzato sul proprio telefono cellulare.
I dati anagrafici Iva contenuti nel QR-Code sono quelli validi al momento della sua generazione: in caso di modifica del numero di partita Iva o di altri dati anagrafici è importante, quindi, procedere prima alla distruzione del vecchio QR-Code e successivamente alla generazione di uno nuovo in sua sostituzione.
Durante i lavori del forum sulla fatturazione elettronica non si è parlato però soltanto della funzione chiave svolta dal Qr-code. Sono stati infatti affrontati anche altri temi, in particolare, la procedura di delega al professionista per i servizi all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate.
Sul punto i responsabili dell’Agenzia delle Entrate hanno più volte sottolineato l’importanza e la novità di questa funzione che, al momento, appare come una vera e propria sfida per i professionisti italiani.
Tenuto conto dell’impegno che i professionisti assumeranno nel ruolo di delegati alla fatturazione elettronica per conto dei loro clienti, appare piuttosto evidente come tale possibilità sia da limitare alle posizioni soggettive di minori dimensioni.
Le realtà di maggiori dimensioni dovranno infatti necessariamente attrezzarsi in proprio per la gestione di tutti i processi legati alla fatturazione elettronica, essendo difficile ipotizzare che venga delegato il commercialista quando la mole di documenti da gestire, sia in entrata che in uscita, sia superiore a certe dimensioni.
La delega al professionista per la gestione della fatturazione elettronica avrà una durata di quattro anni e potrà essere revocata in qualsiasi momento.